Progetto

Le aree agricole all’interno ed alla periferia delle grandi città sono state considerate per molto tempo come ambiti in attesa di essere edificati, come semplici vuoti in attesa di trasformazione. Solo negli ultimi anni si è acquisita la consapevolezza che gli spazi aperti periurbani sono importanti per i cittadini sempre più alla ricerca di “paesaggio”, di spazi liberi e luoghi dove l’agricoltura svolge un rinnovato ruolo di produzione di beni e di cibo vicino ai cittadini, ma anche didattico e multifunzionale in un equilibrato rapporto tra sviluppo e sostenibilità.

Negli ultimi decenni i processi di intensificazione dell’attività agricola e di abbandono delle aree rurali marginali hanno causato una continua riduzione di questa tipologia di aree, particolarmente vulnerabile ai cambiamenti, minacciando il delicato equilibrio tra agricoltura e biodiversità.
Contrastare questi processi costituisce un’azione chiave per arrestare il declino della biodiversità e promuovere un modello di agricoltura a servizio della collettività.
Accanto a queste trasformazioni, è emersa la domanda diffusa di natura, paesaggio e qualità ambientale che richiede, per essere soddisfatta, un sistema integrato di politiche che non guardi solo alle aree protette ma anche alle altre forme di governo dei territori in cui tutela delle risorse naturali e attività produttive convivono.

Sotto questo profilo, la multifunzionalità del settore agricolo consente di mantenere le condizioni di abitabilità dei territori ma anche di promuovere azioni di conservazione e tutela di importanti ambiti territoriali legati più a dinamiche storiche che naturali, particolarmente in un territorio antropizzato come quello italiano.

Nella città di Milano, nonostante questi processi di continua riduzione, permangono comunque degli spazi dove poter ritrovare elementi di ruralità ricchi di storia, naturalità e su cui incentrare dei progetti di riorganizzazione del territorio in cui si modificano i rapporti tra città e campagna e si riconosce alle aree agricole un ruolo strategico, in particolare per la capacità di migliorare il contesto paesaggistico.

Questa consapevolezza si concretizza in una crescente domanda, da parte degli abitanti urbani, di ricostituire e valorizzare i legami culturali ed identitari con il territorio aperto attraverso nuove opportunità e servizi connessi al recupero non solo di nuove possibilità di fruizione ma anche di beni alimentari tipici, tracciabili e “sicuri” nel loro percorso produttivo, e quindi nel tentativo di ricostituire nuove “filiere corte” fra produzione e consumo. Se a questo si aggiunge il ruolo fondamentale svolto da un “presidio agricolo” qualificato nel mantenere “in cura” ampie parti di territorio, prevenendo così rischi ambientali; idrogeologici, idraulici, atmosferici, climatici dovuti alla crescente pressione della urbanizzazione, è possibile attribuire un legittimo ruolo multifunzionale all’attività agricola, che supera la semplice produzione alimentare secondo i modelli “produttivisti”, e che ne evidenzia la funzione di produttrice di “beni pubblici” extramercato.

E’ questo il caso dell’azienda agricola in Cascina Linterno. L’intervento, che ci proponiamo di attivare,  attraverso la creazione di un laboratorio agroecologico interattivo, vuole valorizzare le aree agricole della cascina come risorsa produttiva, didattico-educativa e sociale fornendo nel contempo spazi di socializzazione e confronto su diverse problematiche che vanno dalle questioni alimentari a quelle ambientali.

L’azienda agricola Apicoltura Veca – Apepé di Mauro Veca, situata all’interno del Parco delle Cave di Milano oltre alla attività di apicoltura già avviata, dispone di 2 ettari e mezzo di terreno agricolo, di alcuni fabbricati dei quali uno abitativo ed altri strumentali allo svolgimento dell’attività quali punto vendita, stalla, fienile, pollaio, magazzini/depositi, laboratori di trasformazione, che sono oggetto di un progetto di recupero e di indispensabile ristrutturazione e riqualificazione funzionale.

Per quanto riguarda i terreni agricoli adiacenti alla cascina mano a mano che verranno utilizzati saranno destinati a coltivazioni, prevedendo un orto della biodiversità, la coltivazione di piccoli frutti con l’obiettivo di vendita sia del prodotto in sé sia di suoi trasformati; di orticole; di altre colture quali cereali, erbe aromatiche ed officinali. La parte restante dei terreni sarà dedicata all’allevamento e al pascolo di animali, con  l’allevamento di animali di piccola taglia quali galline, alcuni capi di capre e pecore, compatibilmente con il rispetto delle norme ambientali ed escludendo forme di allevamento intensivo.